Crisi dell’artigianato: chiuse 3.500 imprese, il Presidente Rotondo su Il Corriere.

Dagli ultimi dati di Confartigianato Roma si evince che nel secondo semestre del 2024 si registra una diminuzione di 280 attività rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Negli ultimi 5 anni, infatti, sono state 3.500 le imprese che hanno chiuso, una media di 700 ogni anno, quasi due al giorno. L’albo delle imprese romane si riduce da 63.294 a 63.014. 

Colpito soprattutto il settore manifatturiero, con una decrescita costante e una perdita di 357 unità produttive. Le altre attività interessate sono quelle dell’autoriparazione che decresce di 86 aziende, così come il settore della ristorazione artigiana che ne perde 63

I servizi in crescita

Si nota invece una notevole crescita per i settori del servizio alla persona (+121) e alle imprese (+22), le attività professionali (+6), il settore comunicazione (+21), le costruzioni (+52) e il trasporto(+3). 

Il settore edile

Dai dati di Confartigianato la struttura dell’albo delle imprese artigiane romane è sempre più caratterizzata da una presenza del settore edile che ormai rappresenta il 41% di tutte le imprese artigiane. La questione solleva alcuni dubbi poiché, nonostante la crescita delle costruzioni, grazie anche al Superbonus, non vi è effettivamente stata alcuna crescita di tutte le aziende legate all’edilizia, come la lavorazione del ferro, che anzi si è ridotta del 26,19% e del legno (meno 28,6%).
Come sottolinea infatti il Presidente “Roma, perdendo la propria capacità produttiva in questo settore si caratterizza ormai per essere un grande mercato per le produzioni provenienti non solo dalle Regioni del nord, ma anche dall’estero (Romania). Non abbiamo saputo intervenire sulle aree produttive, né siamo stati in grado di valorizzare il Consorzio unico industriale”.

Le considerazioni del Presidente

“Anche alla luce di questi dati, torniamo a chiedere un piano straordinario per l’artigianato di Roma e del Lazio: semplificazione amministrativa, valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale, nuova politica sulle aree produttive, sostegno finanziario e politiche di sviluppo dei territori. Nei prossimi giorni presenteremo alla Regione le nostre osservazioni al piano triennale dell’artigianato, in elaborazione da parte dell’assessora regionale allo Sviluppo economico e artigianato, Roberta Angelilli, in modo da ricomprendere tutte le azioni necessarie al sostegno al settore”.