Minimarket a Roma, botteghe storiche in calo. La fotografia della Cgia di Mestre e di Confartigianato Roma
Le botteghe e le attività artigiane rappresentano una parte fondamentale del tessuto economico e sociale di Roma. Ma i numeri raccontano una progressiva contrazione.
Come riportato da Il Tempo, il report della Cgia di Mestre mette a confronto l’andamento delle attività artigiane nel biennio 2024-2025 e fotografa una riduzione significativa nella Capitale.
Dalla bottega al minimarket: la trasformazione del commercio
Il fenomeno è evidente anche osservando la trasformazione delle strade e dei quartieri romani.
Quando un’attività storica o un negozio di vicinato chiude, infatti, lo spazio commerciale non rimane necessariamente vuoto. Sempre più frequentemente viene occupato da nuove attività, tra cui minimarket e altri esercizi commerciali.
Questo cambiamento non va letto come un semplice passaggio da un’attività a un’altra, ma come il segnale di una trasformazione più profonda del modello commerciale della città.
Il rischio è quello di una progressiva omologazione dell’offerta commerciale, accompagnata dalla perdita di mestieri, competenze e servizi specializzati.
Perché le piccole attività fanno fatica
Le ragioni della contrazione sono molteplici.
La Cgia di Mestre individua tra i principali fattori la concorrenza della grande distribuzione e dell’e-commerce, che possono beneficiare di economie di scala e di una struttura logistica difficilmente replicabile dalle piccole imprese.
A questo si aggiungono il costo degli affitti, la trasformazione delle abitudini di consumo e le difficoltà che interessano alcune aree della Capitale.
Per la piccola impresa diventa quindi fondamentale valorizzare ciò che la grande distribuzione e il commercio digitale non possono offrire nello stesso modo: relazione, competenza, prossimità e personalizzazione del servizio.
I settori che resistono
Non tutti i comparti seguono lo stesso andamento.
La fotografia elaborata da Confartigianato Roma evidenzia infatti performance positive per diverse attività legate al benessere, come acconciatori, estetisti, massaggiatori e tatuatori.
Buoni risultati arrivano inoltre dal mondo dell’informatica e dei servizi digitali, mentre nell’alimentare mostrano maggiore dinamismo le attività legate all’asporto, comprese gelaterie, gastronomie e pizzerie al taglio.




