Intelligenza artificiale e imprese artigiane nel Lazio: crescono l’utilizzo e la domanda di competenze digitali
L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nei processi produttivi e organizzativi delle imprese italiane e rappresenta una delle principali sfide della transizione digitale. Anche nel Lazio il fenomeno è accompagnato da una crescente domanda di professionalità e competenze avanzate.
È questo il quadro che emerge dall’analisi realizzata da Confartigianato Imprese, dedicata al rapporto tra imprese, intelligenza artificiale e nuove competenze, e approfondita anche dal TGR Lazio, con la partecipazione negli studi del Presidente di Confartigianato Roma Andrea Rotondo.
Cresce l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle imprese
Nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, una percentuale quasi raddoppiata rispetto all’8,2% registrato nel 2024 e al 5% del 2023.
Il fenomeno riguarda in maniera significativa anche le piccole imprese. La quota di piccole imprese che utilizzano almeno una tecnologia di IA è infatti salita al 14,2% nel 2025, rispetto al 6,9% del 2024 e al 4,4% del 2023.
Un’evoluzione che conferma come l’intelligenza artificiale non sia più una tecnologia riservata esclusivamente alle grandi aziende, ma stia progressivamente interessando anche il tessuto delle piccole imprese e dell’artigianato.
Dall’IA generativa all’analisi dei dati: come viene utilizzata dalle imprese
Tra le tecnologie di intelligenza artificiale maggiormente utilizzate dalle imprese spicca l’estrazione di conoscenza e informazioni da documenti di testo, adottata dal 70,8% delle imprese che utilizzano IA.
Seguono l’IA generativa applicata al linguaggio, alle immagini, ai video e ai contenuti audio, con il 42,9%, e le tecnologie di riconoscimento vocale, utilizzate dal 41,3%.
L’IA trova inoltre applicazione nell’analisi dei dati attraverso tecniche di machine learning (20%), nel riconoscimento delle immagini (17,8%), nell’automazione dei flussi di lavoro (17,5%) e nel movimento fisico delle macchine (5,9%).
Gli ambiti aziendali nei quali l’intelligenza artificiale viene utilizzata più frequentemente sono marketing e vendite (33,1%), organizzazione dei processi amministrativi (25,7%) e ricerca, sviluppo e innovazione (20%).
L’artigianato digitale continua a crescere
La trasformazione digitale coinvolge anche un segmento sempre più rilevante dell’artigianato.
Alla fine del primo trimestre 2026 si contano 13.089 imprese artigiane digitali a livello nazionale, attive in settori quali programmazione e consulenza informatica, cybersecurity, sviluppo software e pagine web, telecomunicazioni, cloud computing, elaborazione dati e altri servizi digitali.
Queste imprese occupano complessivamente 19.483 addetti e rappresentano l’11,7% delle imprese digitali italiane.
Il trend conferma la maggiore dinamica dell’economia digitale: negli ultimi cinque anni le imprese digitali sono aumentate del 19,9%, mentre le imprese digitali artigiane hanno registrato una crescita del 14,9%, a fronte di una contrazione del 3,2% sia dell’economia complessiva sia dell’artigianato nel suo insieme.
Lazio, 688 imprese artigiane digitali
Nel Lazio, alla fine del primo trimestre 2026, sono presenti 14.725 imprese digitali, di cui 688 artigiane, con 806 addetti nelle imprese artigiane digitali a fronte dei 103.051 addetti complessivi del settore digitale.
A Roma le imprese digitali complessive sono 12.441, mentre quelle artigiane sono 466, con 495 addetti.
Numeri che evidenziano il ruolo che l’artigianato può continuare a svolgere nella trasformazione digitale del tessuto produttivo regionale.
Il principale ostacolo? La mancanza di competenze
Accanto alla crescita dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, emerge però una criticità centrale: la disponibilità di competenze adeguate.
Tra le imprese che non utilizzano IA, il principale ostacolo è rappresentato proprio dalla mancanza di competenze, indicata dal 58,6% delle aziende.
Seguono la mancanza di chiarezza legislativa (47,3%), l’indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari (45,2%), le preoccupazioni legate alla privacy e alla protezione dei dati (43,2%), i costi elevati (43%) e le considerazioni etiche (25,7%).
Nel Lazio quasi 46% delle professionalità digitali è difficile da reperire
Il tema delle competenze assume particolare rilevanza nel Lazio.
Nel 2025 le imprese regionali hanno previsto 67.760 entrate per profili caratterizzati da un’elevata necessità di competenze legate alle tecnologie digitali avanzate: dall’intelligenza artificiale al cloud computing, dall’Industrial Internet of Things alla data analytics e big data, fino alla realtà virtuale e aumentata e alla blockchain.
Di queste entrate, 30.780 risultano di difficile reperimento, pari al 46,1%.
A Roma, su 55.240 entrate per le quali è richiesta un’elevata competenza digitale avanzata, 24.580 risultano difficili da reperire, pari al 44,5%.
Il Presidente Andrea Rotondo ospite del TGR Lazio
Il tema dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulle imprese è stato approfondito anche dal TGR Lazio, che ha dedicato un servizio all’analisi realizzata da Confartigianato Imprese.
Il Presidente di Confartigianato Roma Andrea Rotondo è stato ospite negli studi del TGR Lazio per approfondire le opportunità e le criticità legate alla diffusione dell’IA nel mondo delle imprese, con particolare attenzione al ruolo delle competenze e alla necessità di accompagnare artigiani e piccole imprese nel percorso di transizione digitale.
Guarda il servizio del TGR Lazio e l’intervento del Presidente Andrea Rotondo.




