Trattativa dehors: no dell’Assessora alle OSP per gli Artigiani, Confartigianato Roma su Il Tempo.

In questi giorni è stata consegnata alle associazioni di categoria la bozza di delibera sulle occupazioni di suolo pubblico, alla quale l’assessorato capitolino al Commercio sta lavorando da mesi.
Nel testo è previsto che la osp concessa nella città storica non superi la metà di questa superficie che diventano 2/3 per la periferia e 1/3 nel sito Unesco da T1 a T3, ovvero tutto il centro storico, Borgo, quasi tutta Monti e la gran parte di Trastevere. Confartigianato Roma ha espresso il proprio profondo disappunto per il rifiuto dell’Assessora Lucarelli di permettere alle imprese artigiane alimentari di poter ottenere, al di fuori degli ambiti del centro storico e su proposta dei Municipi, la possibilità di ottenere una occupazione di suolo pubblico per permettere il consumo sul posto nelle modalità previste dalla Legge Regionale sul Commercio.

Le considerazioni del Presidente

Il Presidente Rotondo nel manifestare la propria insoddisfazione ha dichiarato che: “La misura, nelle modalità di consumo sul posto, accolta anche dalle associazioni del Commercio e della Somministrazione, avrebbe favorito, soprattutto nelle Aree periferiche della città una valorizzazione dei territori e rafforzato il tessuto Artigianale della città. Al rifiuto da parte dell’Assemblea Capitolina di permettere l’apertura di nuove imprese artigiane nella zona Unesco, nonostante la diminuzione del 37% degli esercizi artigiani, oggi si aggiunge la volontà di impedire la possibilità di utilizzare il suolo pubblico”.

La Confartigianato continuerà la sua battaglia presentando uno specifico emendamento alla Commissione Attività Produttive di Roma Capitale ed a tutti i Municipi in fase di espressione dei relativi pareri” aggiunge il Presidente e continua: “In relazione alle altre norme, pur apprezzando alcune novità, abbiamo ribadito la necessità di salvaguardare, almeno con una significativa percentuale, le autorizzazioni in essere nel periodo pre-covid evitando il rischio che imprese oggi autorizzate, applicando il nuovo regolamento, vedano ridursi pesantemente lo spazio concesso con tutte le conseguenze anche occupazionali connesse”.

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