Dal 2020 al 2025 la Capitale ha perso oltre 14.500 attività commerciali. L’associazione lancia l’allarme sulla desertificazione dei quartieri e chiede un piano d’azione immediato.
Un quadro allarmante per il commercio di vicinato
Secondo l’ultima analisi di Confartigianato Roma, negli ultimi cinque anni la Capitale ha registrato la chiusura di 14.529 attività commerciali, passando da 63.158 a 48.629 esercizi. Un calo del 23% che colpisce soprattutto il commercio di vicinato e le botteghe storiche, con conseguenze dirette sulla vivibilità dei quartieri. A scomparire non sono soltanto negozi di abbigliamento e calzature, ma anche attività artigiane come sartorie, calzolai e tipografie, sostituite da catene di franchising e servizi standardizzati.
I settori più colpiti
Moda e arredamento in crisi
Il settore dell’abbigliamento ha registrato un crollo del 23%, mentre l’arredamento ha perso quasi un quarto delle attività (-24%). A soffrire anche la cosmetica (-26%) e le edicole, che contribuiscono alla forte riduzione dei prodotti culturali (-29%).
Crescono solo digitale e grande distribuzione
Se da un lato il commercio tradizionale arretra, dall’altro crescono il commercio digitale (+29%) e le grandi strutture di vendita (+14%). Una trasformazione che sta cambiando radicalmente il volto economico e sociale della Capitale.
Roma peggio di Milano e delle altre città italiane
Il confronto con le altre grandi città è preoccupante: mentre Milano ha perso l’8,35% delle attività e Torino il 9,19%, Roma registra un calo quasi triplo. Nell’ultimo anno la Capitale ha visto chiudere altri 924 negozi, pari a un -1,87%, contro i soli -0,4% di Milano.
L’allarme di Confartigianato Roma
Il Presidente Andrea Rotondo ha definito questa situazione una “vera e propria desertificazione commerciale”, con ripercussioni sul decoro urbano, la sicurezza e la qualità della vita. Confartigianato Roma chiede che la crisi non venga affrontata dal solo Assessorato alle Attività Produttive, ma diventi una priorità per tutta l’amministrazione comunale, coinvolgendo urbanistica, mobilità e ambiente.
Dopo la pausa estiva l’associazione si farà promotrice di un confronto con il Sindaco e le altre organizzazioni di categoria, affinché Roma Capitale adotti misure concrete per difendere e rilanciare il commercio di vicinato, vero presidio economico e sociale dei territori urbani.




