Stranieri, lavoro e imprese: un quadro territoriale, Confartigianato Roma su Il Corriere.

Secondo l’osservatorio di Confartigianato Roma, negli ultimi dieci anni le attività straniere sono aumentate dell’8%. 
Una conseguenza data dalla tipologia di lavori che vengono sempre più snobbati dagli italiani, sia per mancanza di ricambio generazionale che per cambiamento di abitudini sociali e culturali. 

A Roma abbiamo più di 66.000 imprese straniere e superiamo le 15.000 imprese straniere artigiane, circa il 24% delle imprese artigiane totali.

Prendendo in analisi i settori nello specifico vediamo gli operai edili, per lo più romeni o dei Paesi dell’est con il 29,4% della forza lavoro; a seguire la moda (rammendatrici e piccola sartoria in generale) dove la quota ha raggiunto il 45,7% del personale straniero. C’è poi la mobilità e la logistica con 33%, e l’agroalimentare con il 32%. Anche nel commercio e nel turismo analoga situazione (19,3% di occupati non italiani), e perfino per l’informatica e le telecomunicazioni con il 9,1%. Presenti in forze anche
nel settore della salute, in particolare come infermieri (14,6%).
Molti sono anche dipendenti del settore privato (non agricolo) e sono 195mila (14% del totale).

I principali paesi di provenienza si confermano la Romania, a seguire Bangladesh, Cina, Egitto e Marocco.

Le considerazioni del Presidente

La crescita degli artigiani fra gli immigrati è un segnale assolutamente positivo che rivitalizza competenze e mestieri. Gli occupati stranieri possono svolgere un ruolo cruciale in risposta alla mancanza di personale qualificato e alla prevista riduzione della popolazione in età lavorativa.

L’immigrazione deve essere però governata, non subita. Il lavoro rappresenta sicuramente un importante strumento di inclusione solo se accompagnato da una efficace integrazione scolastica, da politiche di contrasto al disagio abitativo e da programmi di formazione professionale in grado accrescere le competenze dei lavoratori stranieri, pensando anche ad interventi mirati per la formazione nel Paese di origine e al riconoscimento delle qualifiche professionali degli stranieri.