Stop ai minimarket: il primo bilancio di Confartigianato Roma, il Presidente Rotondo su Il Messaggero

Confartigianato Roma traccia il primo bilancio del provvedimento che ha bloccato l’ apertura di nuovi minimarket nell’area Unesco.

La misura di recente approvata, venne inserita tra le azioni prioritarie dell’amministrazione capitolina dall’Assessora alle Attività Produttive del Campidoglio Monica Lucarelli che sottolinea: ” Vista la diminuzione del numero dei laboratori artigianali nella città storica del 37%, era necessario fare una valutazione degli indici di saturazione”. 

Secondo i dati di Confartigianato Roma, le attività alimentari presenti nell’area che comprende i CAP 00185, 00186 e 00187 sono 1170 di cui: 226 imprese artigiane ( il 19,3% del totale) e 309 attività alimentari (pizzerie, pasticcerie, forni e gelaterie) che non sono ” artigiane” anche se apparentemente possono sembrare tali.
In effetti, nello specifico, la differenza tra queste due tipologie di attività è determinata da un elemento sostanziale: in un’impresa artigiana (iscritta quindi al relativo albo) l’ imprenditore è parte del processo produttivo.

Le considerazioni del Presidente

“La scelta di continuare il blocco delle attività ha congelato la situazione esistente dei minimarket. La sospensione delle loro aperture è essenziale, l’atto del Campidoglio avrà efficacia solo a fine anno, dopodiché va creata una soluzione strutturata. Per questo non bisogna stravolgere la struttura della delibera approvata in commissione Commercio che dava misure più rigide.
Qualificare il tessuto commerciale del Centro Storico, per trasformare le attività commerciali non specializzate in esercizi tradizionali e tutelare e qualificare l’artigianato romano è un bene per tutta la città e auspichiamo sia un obiettivo condiviso”.