Ventimila bar e ristoranti lamentano 80 milioni di incassi in meno all’anno a causa dello smart working, questo perché 3,7 milioni di dipendenti nella Capitale (tra pubblici e privati) restano a casa in smart e di conseguenza non mangiano più fuori, saltando colazioni, pause pranzo e caffè pomeridiani.
Un’ iniziativa che sembra aver preso via via il suo appeal in tutto il mondo, adesso prende piede anche nella Capitale. Il Campidoglio, infatti, fino al prossimo 8 gennaio, ha firmato un accordo con associazioni datoriali e sindacati per provare a tenere a casa quante più persone possibili: un risultato che potrebbe portare a una platea potenziale di lavoratori in smart vicina alle 40mila unità.
I dati per il settore artigiano
Il lavoro a distanza è applicabile a certi servizi, ma molto meno nel manifatturiero, nella cura della persona, nelle attività di vicinato e in quelle che in genere richiedono una forte interazione personale.
Nell’artigianato, il secondo trimestre 2024 ha mostrato un incremento del settore dei servizi alla persona, dei servizi alle imprese, delle attività professionali, della comunicazione, delle costruzioni e del trasporto; mentre il settore manifatturiero ha continuato un trend di decrescita così come l’autoriparazione e il settore della ristorazione artigiana.
Tra i settori in crescita è realisticamente possibile parlare di smart working per le attività professionali, i servizi alle imprese e le comunicazioni.
Manifatturiero, costruzioni, servizi alla persona, trasporto, autoriparazione e ristorazione artigiana possono difficilmente applicare lo smart working, se non su quelle funzioni di staff che nella maggior parte dei casi sono già esternalizzate o sono gestite direttamente dal titolare d’impresa.
Inoltre, le attività artigianali (pensiamo all’artistico) per loro natura hanno bisogno di uno scambio continuo e di un trasferimento, non solo di competenze che rischiano essere comprese.
Le considerazioni del Presidente
“Le restrizioni della pandemia portano a un crollo generalizzato pari al 40% del fatturato per le principali attività. Un calo completamente recuperato dal post Covid a oggi. La rinnovata applicazione dello smart avrà un effetto direttamente proporzionale sui nostri fatturati: il 15 – 20 per cento di dipendenti a lavoro da casa si tradurranno in un altrettanto 15-20 per cento d’incassi in meno”.




