Il Presidente Rotondo sul Corriere della Sera: “Salviamo le attività Artigianali”.

Il Corriere della Sera riprende i preoccupanti dati di Confartigianato Roma legati alla scomparsa di un migliaio di attività imprenditoriali artigianali romane, dovuta dall’aumento dei costi dell’energia che si aggiungono all’aumento dei costi delle materie prime ed alla crisi idrica della Capitale.

Le attività più a rischio sono quelle della ristorazione artigianale più significativa per l’immagine e la storia di Roma (pizzerie, pasticcerie, cioccolaterie) ma anche di chi lavora pelli, tessili, ferro, legno.
I Dati: 1000 imprese a rischio con circa 4.000 addetti.

Oltre ad un negativo impatto economico-culturale (interi quartieri hanno come punti di riferimento falegnami, piccole sartorie, forni per le pizze) esiste anche un problema di «brand» che attira il turismo internazionale: le guide per gli stranieri più raffinati, quindi i grandi spenditori, alternano le indicazioni per trovare le grandi griffe cosmopolite alle mappe per scoprire piccoli negozi ricchi di storia.

Non esistono soluzioni rapide e facili per una crisi così complessa. Ma la Roma che si affaccia verso il Giubileo 2025 e guarda all’ipotesi Expo 2030 non può fare finta di niente e lasciarsi tristemente omologare dai dilaganti marchi internazionali.