Roma: persi 4.347 esercizi commerciali in 4 anni, Confartigianato Roma su Il Tempo.

Dall’ultima fotografia scattata da Confartigianato Roma si evince che da dicembre 2019 a marzo 2024 il Commercio romano ha registrato un saldo negativo di 4.347 imprese del Commercio passando da 37.878 a 33.521 imprese.

Crisi, grande distribuzione, cambiamento delle abitudini dei romani che scelgono sempre di più l’online, sono tra le motivazioni che stanno decimando i negozi su strada.

In dettaglio si evince che a fronte di una crescita della grande distribuzione organizzata del 14%  ( da 78 a 89), del Commercio al dettaglio di Medicinali +4,6% (da 1326 a 1387) e del Commercio di materiali da costruzione + 3,56% ( da 478 a 495), si registra un vero e proprio crollo degli esercizi di vicinato con particolare riferimento al Commercio di prodotti culturali (Librerie ) -595 ( da 3.263 a 2.668) , dei negozi di arredamento -331 (da 2.294 a 1963) ,delle attività di vendita di Abbigliamento e calzature con -1.259 esercizi ( da 9.111 a 7.852), delle profumerie -131 ( da 975 a 844), dei negozi di alimentari -585 (da 6.602 a 6.017) dei negozi di telefonia -115 ( da 1.407 a 1.292).

Aree interessate

A livello Territoriale la zona Centrale perde il 9,32% degli esercizi commerciali con meno 825 unità passando da 8.852 a 8027, la zona Est che registra la maggiore perdita con -12,17% perde 1.057 esercizi passando da 8686 a 7629, la zona Nord registra la minore perdita con il -8,27% pari a 517 esercizi passando da 6.251 a 5.734 imprese commerciali. L’Area Ovest registra un meno 12,01% con meno 506 imprese passando da 4.212 a 3.706, l’area sud -11.36% pari a 793 imprese passando da 6.980 a 6.187, Ostia ,infine, registra un meno 11,54% con meno 186 esercizi passando da 1.612 a 1.426.

Le considerazioni del Presidente

“Siamo ormai in presenza di un fenomeno strutturale che sta comportando non solo la perdita di un patrimonio commerciale che nel corso degli anni ha garantito una importante porzione del reddito dei romani, ma ha soprattutto garantito la tenuta sociale dei territori. Il processo di desertificazione in atto da alcuni anni è uno dei principali fenomeni dei fenomeni di degrado e di insicurezza che i cittadini sempre più percepiscono. Occorre arrestare queste tendenze definendo politiche di sussidiarietà tra Roma Capitale e le aggregazioni degli esercenti commerciali ed artigiani di prossimità per migliorare la fruibilità dei territori, il decoro e la sicurezza. L’esperienza in atto delle Reti d’impresa finanziate dalla Regione può contribuire al risultato a condizione che Roma capitale si doti di una Politica nei confronti del settore definendo i Distretti Economici Urbani, scelta operato in altre città, e definisca veri e propri protocolli di collaborazione con i sistemi del territorio. Come Confartigianato presenteremo una proposta di un vero e proprio Patto Territoriale che favorisca la rinascita economico-sociale dei Territori Urbani”.