Il Messaggero rilancia l’allarme di Confartigianato Roma: +53,2% di reati informatici nella Capitale (2019-2024)

Furti, truffe e cybercrime in crescita, danneggiate maggiormente le pmi

Negli ultimi quattro anni e mezzo, i reati contro le imprese a Roma sono aumentati del +14,5%. È quanto emerge da uno studio realizzato da Confartigianato Roma, ripreso anche da Il Messaggero, che evidenzia una crescente esposizione delle attività imprenditoriali a crimini come furti, estorsioni, truffe e, sempre più spesso, reati informatici.

Preoccupano in particolare le frodi online, cresciute del +13,5% nella Capitale solo nell’ultimo anno, con un picco del +53,2% nel quadriennio 2019-2024, ben al di sopra della media nazionale (45.5%).

Le truffe online, gli attacchi ai sistemi informatici, i furti di dati e le frodi telematiche colpiscono in modo particolare le piccole imprese, spesso prive di strumenti adeguati per proteggersi.

Un altro nodo critico è quello delle competenze: il 22,8% delle imprese italiane segnala difficoltà nel reperire personale con competenze informatiche avanzate, con un gap di cyberskills molto più elevato rispetto alla media UE (12%).

“Crediamo sia importante far crescere l’attenzione su questo tipo di reati, che condizionano non solo la quotidianità delle nostre imprese ma anche i loro progetti, investimenti, piani di sviluppo”, afferma Andrea Rotondo, Presidente di Confartigianato Roma. “ Sono reati il cui peso sulle aziende viene spesso sottovalutato come, se non soprattutto, ne vengono sottovalutate in generale portata e ricadute sociali. Per fare solo uno dei tanti esempi possibili, un reato come la contraffazione è strettamente connesso allo sfruttamento del lavoro nero, l’alterazione della concorrenza, i mancati introiti per l’erario e, ultimi ma non ultimi, i rischi per i consumatori“.

Confartigianato Roma sta lavorando al fianco degli imprenditori, offrendo supporto concreto in termini di sicurezza informatica e prevenzione. “Stiamo sensibilizzando e fornendo supporto alle nostre imprese per contrastare reati nei settori nei quali possiamo intervenire, ad esempio nell’aumento della sicurezza dei sistemi informatici tramite investimenti in tecnologie e personale qualificato – aggiunge Rotondo – e così in altri settori. Ma è chiaro che non può bastare, può essere solo un’azione di complemento a quella delle forze dell’ordine e a quella che auspichiamo sempre più intensa da parte degli enti locali”.