Perse quasi 3.000 imprese artigiane rispetto al pre-covid, i dati di Confartigianato Roma su Il Messaggero.

Dal 2019 ad oggi il numero delle imprese artigiane attive nell’Area Metropolitana di Roma si è ridotto di 2.970 unità con una perdita del 4,5% passando dalle 66.264 del 2019 alle attuali 63.294 (dati giugno 2023).

Infatti come si evince dai numeri riportati dallo studio condotto da Confartigianato Roma su dati di Unioncamere, la zona semicentrale della città sembra essere quella più colpita con una perdita del 9,6% delle imprese (da 15.243 a 13.779) seguita dal centro con una riduzione dell’8,67%(da 4.795 a 4.379), dalla zona di Ostia con il -6,4% ( da 1.936 a 1.811), dalla periferia con -2,89% (da 20.156 a 19.573).

Per Confartigianato Roma il dato fortemente negativo della zona semicentrale è addebitabile essenzialmente alla riduzione del commercio al dettaglio, in quanto area in cui è presente il 41% del commercio al dettaglio.

Analizzando singolarmente le aree e le diverse tipologie di categorie artigiane vediamo come:

  • Nella zona Semicentrale si riducono tutti i comparti Autoriparazione (-194), Edilizia (-132), Manifattura (-498), Professioni (-33), Riparazioni (-138), Ristorazione Artigiana (-177), Servizi alle Imprese (-155), servizi alle persone (-121) e trasporto (-134). Crescono il settore della comunicazione (+11) e quello dell’intrattenimento (+7).
  • Nella Zona Centrale si riducono i comparti Autoriparazione (-59), dell’intrattenimento (-15), della Manifattura (-209), della Ristorazione Artigiana (-61), dei Servizi alle Imprese (-16) e del Trasporto (-56). Crescono i settori della comunicazione (+4),
    quello edile (+11) ed i servizi alla persona (+21).
  • Nelle Zone periferiche si riducono i comparti dell’Autoriparazione (-108), della Manifattura (-427), della Riparazione (-61),della Ristorazione Artigiana (-104),del Trasporto (-44). Crescono i settori della Comunicazione (+13), dell’edilizia (+67), dell’intrattenimento (+6), delle professioni (+7) ed i servizi alla persona (+73).
  • Nella zona di Ostia si riduce il comparto dell’Autoriparazione (-24) dell’Edilizia (-18) della manifattura (-68), delle Riparazioni (-8), della Ristorazione Artigiana (-14) dei servizi alle imprese (-14) del Trasporto (-5). Cresce solo il settore della Comunicazione (+12). Stabili le Professioni.

Le dichiarazioni del Presidente Andrea Rotondo:


“Il quadro tendenziale che emerge”, ha dichiarato il Presidente di Confartigianato Imprese Andrea Rotondo, “Non può essere che di forte preoccupazione sia sulla consistenza dell’Albo delle imprese Artigiane che sulla solidità imprenditoriale delle imprese. La tendenza, da una parte alla riduzione del numero delle imprese, e dall’altra ad una crescita percentuale delle piccolissime imprese, spesso senza dipendenti, ci mostra la preoccupante crisi che sta vivendo l’Artigianato Romano e su cui riteniamo sia necessaria una forte riflessione da parte delle Istituzioni non solo di Roma Capitale ma anche regionali.
In riferimento alla recente legge di Bilancio della Regione Lazio, apprezziamo lo sforzo, nonostante le difficoltà finanziare dell’Ente, operato in particolar modo sulle micro e piccole imprese artigianali e commerciali con una assegnazione di 4 milioni di euro per l’artigianato, 2 milioni e mezzo per la gestione dell’albo delle imprese artigiane, 7 milioni per il commercio (reti d’impresa), 800 mila euro per il sostegno al sistema fieristico, 2 milioni per i mercati rionali e 2 milioni per lo sviluppo economico del litorale laziale. L’importante adesso è utilizzare nel corso del 2024 queste risorse. Non deve più accadere come negli anni scorsi che in fase di bilancio venissero destinate risorse per poi non essere utilizzate.
Spostando l’attenzione su Roma Capitale, riteniamo inutile proseguire la politica dei blocchi, soprattutto in riferimento alle imprese della Ristorazione Artigiana nel centro storico. Nella sola Zona Unesco sono attive 4.318 imprese alimentari e di somministrazione di cui 2.900 tra Bar e Ristoranti, 374 Minimarket e 458 esercizi alimentari di vicinato. Non sono certo le 290 Imprese Artigiane a determinare le criticità. Infine è ancora assente dal dibattito la pianificazione delle Aree Produttive e dei Distretti Urbani Artigiani così come gli interventi per valorizzare l’Artigianato Artistico e Tradizionale”.