Nuovo Regolamento OSP: bar, ristoranti e attività con dehors hanno tempo fino al 31 marzo 2026 per adeguarsi
Il Comune di Roma ha prorogato al 31 marzo 2026 il termine per mettersi in regola con il nuovo Regolamento sull’Occupazione di Suolo Pubblico (OSP), obbligatorio per tutte le attività di somministrazione di cibi e bevande che utilizzano tavoli, sedute, dehors o altre strutture all’esterno.
L’adeguamento comporta la presentazione di una nuova istanza e, per le attività di somministrazione, la richiesta di una specifica autorizzazione OSP, oggi necessaria per mantenere la concessione. Senza la presentazione dell’istanza, infatti, la concessione attuale decade automaticamente.
Chi deve richiedere l’adeguamento
L’obbligo riguarda:
gestori di bar, ristoranti e attività di somministrazione;
alberghi con dehors;
qualsiasi attività commerciale che occupa suolo pubblico in modo permanente.
I 3 ambiti OSP della città
Roma è suddivisa in tre macro-aree, ognuna con limiti e criteri specifici per l’allestimento di tavolini, pedane e strutture esterne.
1. Sito UNESCO – Centro storico entro le mura del XVII secolo
Tessuti T1-T3 e CAM: occupazione max 1/3 della superficie interna, solo su marciapiede; pedane vietate.
Tessuto T4: max 1/3; pedana ammessa solo se il marciapiede non è disponibile (max 2 stalli auto).
Tessuti T5-T10: occupazione fino a metà del marciapiede o pedana max 2 stalli auto.
Aree pedonali: fino al 40% della superficie (2/5).
2. Città Storica – Aree storiche fuori dal perimetro UNESCO
Tessuti T1-T4: max 1/3 su marciapiede o pedana max 3 stalli; fino a 2/3 in area pedonale.
Tessuti T5-T10: max 2/3 su marciapiede o pedana max 3 stalli; fino al 100% in area pedonale.
3. Suburbio – Tutte le altre zone della città
Dentro Fascia Verde: fino al 100% su marciapiede; pedana max 3 stalli auto se non possibile.
Fuori Fascia Verde: fino al 125% della superficie; pedana ammessa max 3 stalli.
Aree pedonali: fino al 125%.
Progetti unitari di strada
Gruppi di operatori (almeno il 50% di una stessa area) possono presentare progetti unitari, con concessioni di 3–5 anni e maggiorazioni del 30% delle occupazioni concedibili.
Questa possibilità non è prevista nel Sito UNESCO.




