Lavoro autonomo: l’analisi di Confartigianato Roma su La Repubblica

In Italia il Meta settore del Sommerso (somma degli occupati non regolari di tutti i settori) conta 3 milioni e 203 mila occupati ed è il terzo settore dell’economia italiana dietro alla componente regolare dei Servizi, vicino a quella del Manifatturiero esteso e ben due volte e mezzo quella delle Costruzioni.
Un popolo di artigiani e imprenditori fai da te che, secondo uno studio di Confartigianato, vale un giro d’affari di almeno 280 milioni di euro all’anno e riguarda più del 20% delle imprese individuali romane.

In termini economici il danno è rilevante perché gli irregolari fanno dumping contrattuale e mettono fuori mercato i lavoratori regolari e onesti.
Le parole del Presidente: Gli irregolari evadono e possono mantenere prezzi più bassi fino al 30% rispetto alle imprese regolari mettendoli di fatto fuori mercato, spiazzando i loro investimenti e caricando sulle loro spalle il peso fiscale“.

La ricerca del prezzo più basso è la maggiore determinante per la domanda di servizi offerti da lavoratori indipendenti irregolari. La motivazione del prezzo più basso per l’acquisto di servizi
che incorporano lavoro sommerso è rilevata nel 64% dei casi in Italia, a fronte del 48% della media dell’Unione europea.
Questa determinante si è accentuata con la crisi economica
conseguente alla pandemia, che ha pesantemente colpito i redditi e i consumi:
nel 2021 il reddito disponibile delle famiglie si è ridotto del 3,8% accompagnato da una caduta dei consumi di 66,5 miliardi di euro, pari al 7% in meno.

Il Presidente conclude osservando come ” In contemporanea a questa situazione, l’Italia è il paese Ue con il più elevato tasso di giovani non inseriti in un percorso di istruzione o formazione, che non cercano e si dimostrano disponibili al lavoro. Si osserva anche il paradossale aumento della difficoltà di reperimento del personale, particolarmente marcato per alcune professioni specializzate”.

I dati: ” A Roma sono almeno 84 mila i lavoratori indipendenti irregolari che lavorano nel settore dei servizi, commercio, trasporti, intrattenimento, ristorazione, manifattura.
Nel Lazio il numero degli irregolari aumenta addirittura a 421mila, di cui 18 mila nell’agricoltura, 17 mila nella manifattura, 35mila in edilizia, 350 mila nei servizi, commercio e turismo”.