Inflazione e crisi energetica, il Presidente Andrea Rotondo: “1000 imprese romane a rischio”.

La bolletta energetica in Italia sta registrando il più ampio peggioramento tra tutti i Paesi dell’Unione Europea, i costi dell’energia risultano infatti triplicati in confronto allo scorso anno.

Il Presidente Andrea Rotondo interviene sui quotidiani Il Tempo, Affaritaliani e RomaToday  spiegando come l’aumento dei costi energetici e delle materie prime stia impattando negativamente su migliaia di imprese del nostro settore.

Secondo l’analisi di Confartigianato Roma riportata su Affaritaliani, “a Roma l’inflazione è passata dallo 0,3% dello scorso anno al 5,9% attuale, con un aumento del +27% sulle spese di elettricità, gas e altri combustibili”.  

“L’aumento del costo delle commodities condiziona prioritariamente, come è facile immaginare, un Manifatturiero già in forte crisi (legno, ferro, pelli,  stampa, tessile…), l’edilizia, autoriparazione, i trasporti, parte dei servizi, soprattutto quelli alla persona, e naturalmente la ristorazione artigiana (pasticcerie, pizzerie, cioccolaterie…) “sottolinea Andrea Rotondo su RomaToday. Per evitare l’eccessivo aumento dei prezzi che potrebbe compromettere la fidelizzazione della clientela, gli imprenditori stanno cercando d’intervenire sui diversi fattori della produzione con l’obiettivo di mantenere sempre alta la qualità del prodotto/servizio. Ma, come afferma il Presidente Rotondo su Il Tempo ” la soluzione non può essere di certo ne l’aumento dei prezzi, ne tantomeno il blocco della produzione, con immediate conseguenze sull’occupazione e nemmeno l’aumento di sussidi pubblici con il conseguente appesantimento delle finanze nazionali “.

Le proposte del Presidente

 “Ora il Comune potrebbe intervenire con un’azione di sistema, magari sulla tassazione locale, ma purtroppo il problema, per essere affrontato seriamente, necessità di un’azione sovranazionale. Nel frattempo dobbiamo continuare ad affiancarci dalla dipendenza dal gas russo e combattere la burocrazia che blocca lo sviluppo dell’energia sostenibile e magari intervenire sulla composizione tariffaria con una misura strutturale di riduzione degli oneri generali in bolletta e introdurre un tetto comunitario al prezzo del gas. A Roma, solo considerando le Micro e Piccole Imprese,
i settori manifatturieri energy intensive coinvolgono 969 imprese con 4.618 addetti”.