Crisi idrica per 5mila imprese italiane: lo studio di Confartigianato Roma su Il Tempo.

L’attuale grave siccità, caratterizzata dal forte calo delle precipitazioni nei primi cinque mesi del 2022, ha comportato una significativa crisi idrica per oltre cinquemila imprese.

Nell’analisi condotta da Confartigianato Roma si evince come, tra i diversi settori,  l’agricoltura, il tessile, il farmaceutico e il petrolchimico risultano essere quelli maggiormente colpiti;
nella manifattura, compreso l’estrattivo, il consumo è di 3,8 miliardi di metri cubi, con un utilizzo di 5,9 litri di acqua per ciascun euro di produzione realizzata.

Questa situazione ha comportato una drastica limitazione lavorativa segnata anche dalla scorsa pandemia e dall’inflazione unita al calo dei consumi.
Inoltre, come sottolinea il Presidente Andrea Rotondo: ” le cattive condizioni delle infrastrutture causano una continua dispersione della risorsa idrica con il risultato che il 36,2% dell’acqua immessa nella rete nazionale, pari a 0,9 miliardi di metri cubi, non arriva ai rubinetti degli italiani”.

Le parole del Presidente: “in Italia la spesa per l’approvvigionamento idrico e il trattamento delle acque reflue,
ammonta a 1.549 milioni di euro, pari a 26 euro per abitante, circa un terzo dei 72 euro della spesa media Ue
“.

I dati

“Nel Lazio le imprese interessate sono 5.675 con 50.373 addetti, 2.659 sono imprese artigiane con 6.883 addetti. A Roma coinvolte 3.280 imprese per 27.650 addetti, 1.467 sono imprese artigiane con 3.790 addetti”.

Il settore agricoltura si conferma il più grande utilizzatore di acqua, con consumi di 11,9 miliardi di metri cubi destinati all’irrigazione dei terreni e alla zootecnia.
Così come il settore manifatturiero che, con un consumo di acqua pari a 3,8 miliardi di metri cubi e con un utilizzo di 5,9 miliardi per ciascun euro di produzione realizzata, coinvolge in tutta Italia 118mila aziende che occupano 1 milione 268mila addetti (71mila imprese artigiane con 287mila addetti). 

Infine conclude il Presidente : ” Una speranza (come al solito) arriva dall’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La missione “rivoluzione verde e transizione ecologica”, mette a disposizione 4.380 milioni di euro, di cui 2.000 milioni per infrastrutture idriche primarie, 900 milioni per ridurre le perdite nelle reti di distribuzione, 880 milioni per investimenti nell’agrosistema e 600 milioni per investimenti in fognatura e depurazione”.