Crisi attività di vicinato: i dati.
Negli ultimi anni la crisi delle attività di vicinato ha inciso profondamente sul tessuto commerciale urbano, in contrasto con la crescita dei nuovi modelli di consumo legati al vintage e ai mercatini dell’usato. Secondo un recente studio di Unioncamere, tra il 2019 e il 2025 il commercio è stato il settore con le performance peggiori, con il comparto dell’abbigliamento che ha registrato una contrazione del 33% in sei anni.
Nel complesso sono scomparse circa 24mila imprese, pari a una riduzione del 22,9%, ovvero undici aziende al giorno. Il trend negativo riguarda tutte le categorie del commercio, in particolare le vendite al dettaglio, con quasi 1.900 attività cessate tra il 2024 e il 2025. In questo scenario, interventi e investimenti legati a Giubileo e PNRR hanno sostenuto soprattutto turismo e immobiliare, senza produrre effetti significativi sul rilancio dei negozi di prossimità.
Il commento del Presidente Andrea Rotondo
Per Confartigianato Roma, tuttavia, il successo dei mercati vintage e delle pratiche di riuso dimostra che esiste uno spazio di crescita per modelli economici sostenibili. Come evidenziato dal Presidente Andrea Rotondo: «L’economia circolare ci consenta di approfondire i temi della riparazione, del riuso e della gestione responsabile delle risorse: un terreno su cui l’artigianato ha una sensibilità e un know-how naturale e può diventare traino di un modello economico rigenerativo». A suo avviso infatti «il futuro non appartiene a chi produce di più, ma a chi produce meglio in termini di qualità, durata, rispetto delle risorse, formazione, relazione tra tradizione e innovazione».




