La vicenda del maestro Ferdinando Codognotto, storico scultore del legno attivo da oltre 60 anni nel cuore di Roma, è diventata il simbolo delle difficoltà che l’artigianato artistico e le botteghe storiche stanno affrontando nella Capitale. La sua bottega in via dei Pianellari rischia di chiudere per lasciare spazio a un garage, e il suo appello lanciato dalle pagine de Il Tempo ha sollevato un’onda di solidarietà tra cittadini e istituzioni.
Il Comune di Roma, attraverso l’Assessora Monica Lucarelli e l’Assessore Tobia Zevi, ha confermato l’attenzione sul caso, preannunciando misure concrete come l’introduzione di punteggi aggiuntivi nei bandi per gli artigiani in condizioni di fragilità. L’obiettivo? Proteggere e valorizzare l’artigianato come parte viva dell’identità culturale cittadina.
A commentare la vicenda anche il Presidente di Confartigianato Roma, Andrea Rotondo, che sottolinea come questa storia rappresenti un caso emblematico di una crisi più ampia che coinvolge il settore manifatturiero romano. Anche se i dati del primo trimestre 2025 mostrano un Artigianato romano molto resiliente in diversi settori, le attività manifatturiere registrano una riduzione del 21%, un dato negativo costante negli ultimi cinque anni.
Le dichiarazioni del Presidente Rotondo
“Siamo impegnati con la Presidenza della Commissione alle Attività Produttive nella riforma della Legge Regionale sull’Artigianato, una misura che potrà rafforzare concretamente tutto il comparto, incluso il manifatturiero. Non si tratta solo di introdurre nuovi strumenti di sostegno, ma anche di riconoscere nuove professionalità artigiane, soprattutto nei settori legati alle tecnologie e ai servizi.”
“Confidiamo che l’anno giubilare sia l’occasione per mettere in campo vere politiche di valorizzazione dei sistemi territoriali d’impresa, con amministrazioni locali capaci di sostenere lo sviluppo delle economie locali attraverso una programmazione strategica. Dobbiamo continuare, anche grazie al principio di sussidiarietà, il percorso di miglioramento già avviato sul fronte del decoro urbano, della sicurezza e della mobilità. Infine, lo sviluppo del manifatturiero cittadino non può prescindere da un forte rilancio del Consorzio Industriale Unico Regionale, nodo centrale per il futuro produttivo del nostro territorio.»




