Crisi dell’artigianato di produzione del Centro Storico romano: l’analisi di Confartigianato Roma su Il Corriere.

La ricerca condotta da Confartigianato Roma ha analizzato la trasformazione, in seguito alla pandemia, del volto commerciale del centro storico romano.

Oltre alla cancellazione, da parte della Camera di Commercio, di 3mila imprese non attive, si viene a sapere come nonostante i due anni di lockdown le imprese del turismo, alla fine del 2022, siano cresciute del 4%, ed oggi rappresentano il 23,7% delle attività (nel 2020 erano il 19,7%), con un aumento di 349 imprese (da 7.987 a 8.336). In calo invece il settore manifatturiero, rappresentato dalle aziende impegnate nella lavorazione del legno, ferro, forni, pastifici e pasticcerie che oggi rappresentano il 4,9% del totale, con una perdita di 683 aziende (da 2.407 a 1.724).
Rimangono stabili il settore del commercio con una percentuale del 6,8% così come il servizio alla persona con 3,5% sul totale. 
Analizzando nello specifico i rioni del centro storico, si evidenzia come: nell’area Monti-Celio si registra un decremento dell’11% (su un totale di 4.714) delle attività soprattutto del settore sport e intrattenimento, con una crescita però per le riparazioni e il settore dei servizi alle cose.

Nella zona Esquilino-San Lorenzo si registra una riduzione del 12,4%, su un totale di 9.487 imprese, superiore di 3 punti rispetto al resto del Centro.

Nel territorio Trevi-Ludovisi-Porta Pia-piazza del Popolo (con 9.274 imprese) le aziende diminuiscono di un punto, soprattutto grazie al cinema, al commercio elettronico e alle imprese del verde, il rione Borgo con 5.113 imprese invece regge grazie alla ristorazione. 

Il Presidente Andrea Rotondo: “I cambiamenti in atto, mostrano come il sistema produttivo del centro storico, in particolare il turismo, sia riuscito a resistere grazie soprattutto agli sforzi degli imprenditori e alle superfici all’aperto. Il caro merci e l’inflazione rappresentano oggi le problematiche che possono condizionare una nuova crescita. Per questo dall’amministrazione capitolina  ci attendiamo il superamento delle politiche dell’ultimo decennio caratterizzate da divieti e ordinanze emergenziali e la categoria auspica la rivisitazione di vecchie norme”.