Caro bollette: misure anticrisi nel Lazio, le dichiarazioni del Presidente Andrea Rotondo su Adnkronos.

Secondo uno studio di Confartigianato Roma, nel Lazio a soffrire sono 79mila imprese con 304mila addetti. Le attività più esposte alla minaccia del lockdown energetico sono quelle del settore energy intensive (ceramica, vetro, cemento, carta, chimica, alimentare, bevande ed altre),il manifatturiero, i servizi (dal commercio di materie prime agricole e di prodotti alimentari alla ristorazione fino a piscine e palestre) e i settori del trasporto.


Solo a Roma sono 57.591 le imprese a rischio per il caro energia.
La Regione Lazio intanto lancia un Bando di 20 milioni di euro per le piccole e medie imprese.
L’intento è quello di finanziare, con prestiti a tasso zero (da restituire anche in 10 anni), l’acquisto e il montaggio di pannelli fotovoltaici, pompe di calore e caldaie a basso consumo.
Secondo il Presidente Andrea Rotondo: “Ben vengano interventi del genere a sostegno delle pmi, bene le Comunità Energetiche Rinnovabili, ma il vero problema in questo momento è pagare le bollette, quindi serve uno sforzo per sviluppare forme di liquidità a favore delle imprese, già fortemente esposte dopo più di due anni di Covid”. 

Anche Massimiliano Maselli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Sviluppo economico e attività produttive alla Pisana, a tal proposito aggiunge: “il caro bollette è una vera e propria emergenza ma la Regione Lazio sembra non accorgersene perché mancano azioni veramente efficaci per contrastare il rincaro energia.
Ci aspettavamo un intervento immediato per il 2022 perché è adesso che le imprese sono in difficoltà e invece troviamo una norma sul reddito energetico che stanzia appena 2 milioni di euro per il 2023 e una norma per l’incentivazione all’elettrificazione delle utenze domestiche che per l’anno in corso stanzia la ridicola cifra di 400mila euro”.

Le proposte del Presidente

“Il Comune di Roma potrebbe intervenire con un’azione di sistema sulla tassazione locale (Osp e Tari), o incidere su Atac con prezzi calmierati; extra profitti Acea. Mentre Camera di commercio e Regione Lazio potrebbero elaborare strumenti di sostegno alla liquidità per affrontare i rincari energetici. Siamo sicuramente favorevoli e daremo il nostro sostegno a tutti quegli interventi che prevedono agevolazioni e investimenti in energie rinnovabili e nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, in particolare per creare Comunità Energetiche e per incrementare l’autoproduzione. Detto ciò, auspichiamo che la filiera istituzionale, vista la natura e la complessità degli interventi, agisca in una logica di sistema anticipando i colli di bottiglia che caratterizzano gli interventi che coinvolgono amministrazioni differenti”.