Boom del turismo nel Lazio: i dati di Confartigianato Roma su Il Tempo.

Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, rielaborati da Confartigianato Roma, l’estate 2023 ci restituisce una economia turistica che si avvicina quasi ai livelli pre pandemia.

In chiave territoriale i dati relativi alle principali regioni evidenziano che nel primo trimestre 2023 il Lazio registra l’aumento maggiore e superiore alla media nazionale di spesa legata al turismo con +71,5%.  Analizzando per settori, nel 2022 la spesa dei turisti stranieri nella Capitale si è concentrata per il 45% in alloggi, seguita dalla ristorazione con il 22,4%, lo shopping con il 14,7% e il trasporto delle persone con il 9,9%.Il restante 8% è destinato ad altre tipologie di spese.

Considerando che complessivamente le spese diverse dall’alloggio ammontano a 3 miliardi e 288 milioni di euro (54,9%) una quota rilevante di questi consumi turistici viene intercettata dalle piccole imprese e dall’artigianato.

L’analisi territoriale evidenzia infatti che a livello regionale il peso dell’artigianato nei settori a vocazione turistica rappresenta oltre un quinto delle imprese artigiane della regione: il Lazio con 16.882  imprese (pari al 18,4%) e quasi 30.000 addetti conferma valori superiori alla media nazionale del 16,8%
A livello provinciale Roma si attesta al 20,4% con 13.000 aziende e più di 21.000 addetti. In chiave settoriale, nella Capitale troviamo interessati: il comparto Agroalimentare con 1.130 imprese (8,7% del totale), produce cibo e bevande, prodotti per cui siamo primariamente famosi presso i turisti stranieri; le imprese delle Altre attività manifatturiere e dei servizi 2.130 (16,4%) che comprendono importanti attività dell’artigianato quali la produzione di gioielleria e bigiotteria, ceramica e vetro e cornici, lavorazione artistiche del marmo, del ferro, del rame e dei metalli, la fotografia, cure per animali domestici e servizi alle persone come ad esempio centri benessere e palestre.
Sono 1.443 le imprese di Abbigliamento e calzature (11,1%), tra i comparti più rappresentativi all’estero del Made in Italy e dello stile italiano; per finire con le 5.907 imprese (45,4%) del Trasporto persone, 1.753 ristoranti e pizzerie (13,5%) e 621 bar, caffè e pasticcerie (4,8%).

Le considerazioni del Presidente

“L’attuale crescita delle entrate turistiche dei viaggiatori internazionali e la prospettiva di tornare ai livelli pre pandemici, è un dato che ci conforta e che, indubbiamente, beneficia della programmazione di Roma Capitale relativa ai gran eventi, sia sportivi che musicali, e della maggiore attenzione verso un turismo business e di qualità che però non deve cadere preda dell’abusivismo ricettivo e delle guide turistiche e deve necessariamente fruire di una maggiore digitalizzazione dei servizi cittadini. Se vogliamo proporre un nuovo Modello Roma, le politiche di sistemazione regolamentare, perseguite in questi anni attraverso l’adeguamento di norme di 15 anni fa, non hanno prodotto effetti in quanto concepite su obiettivi superati. Comune e imprese devono creare insieme luoghi capaci di “accogliere” cittadini e turisti offrendo servizi di qualità al pari delle altre grandi capitali europee.
Decoro e ciclo dei rifiuti, sicurezza e mobilità sono le fondamenta essenziali ed imprescindibili sia per il sostegno alle attività di vicinato che per la qualificazione di una qualunque offerta turistica”.