Artigiani Digitali: l'analisi dei dati di Unioncamere
Secondo l’analisi di Confartigianato Roma, riportata da “Il Messaggero” e basata sui dati pubblicati da Unioncamere riguardanti il terzo trimestre 2025, a Roma oltre 5.000 professionisti del digitale – tra social media manager, specialisti dell’innovazione tecnologica e gestori di infrastrutture web – restano esclusi dai benefici previsti per gli artigiani a causa di una normativa datata 1985. Una situazione che Confartigianato Roma denuncia da tempo e che oggi, alla luce della crescita del settore, richiede una revisione urgente.
I dati confrontati nel periodo 2024-2025 mostrano come l’artigianato tradizionale continui a ridursi più velocemente rispetto al resto delle imprese. Nel comparto produzione, ad esempio, il calo totale è di 270 aziende, di cui ben 209 sono artigiane. Nelle costruzioni il quadro è ancora più evidente: a fronte di una diminuzione complessiva di 562 imprese, l’artigianato segna un -938, mentre le non artigiane registrano addirittura un +376. Nel settore delle attività professionali dove si registra un saldo positivo di 1.111, l’Artigianato si riduce di tre unità.
Le considerazioni del Presidente Andrea Rotondo
Secondo il Presidente di Confartigianato Roma, Andrea Rotondo, questa riduzione «è solo apparente»:
«Ogni anno a Roma circa 1.200 nuove imprese dei nuovi settori digitali, tipicamente artigiane, non possono iscriversi come tali per motivi amministravi, perché le attuali norme di settore, risalenti al 1985, sono obsolete rispetto alle trasformazioni del sistema produttivo. Negli anni sono cresciute le attività legate all’innovazione digitale, alla comunicazione, ai nuovi servizi alla persona, con la conseguente nascita di nuove professioni e la crescita dimensionale delle imprese, che restano imprese artigiane a tutti gli effetti, con quello che significa in termini di qualità, di attenzione e cura del cliente». «Per tener conto di questa evoluzione è necessaria una profonda revisione delle attuali norme sull’Artigianato sia a livello nazionale che Regionale».
Rotondo sottolinea inoltre il lavoro della Regione Lazio:
«Bene sta facendo l’Assessora regionale allo Sviluppo Economico, Roberta Angelilli, non solo a sostenere con 9 milioni nel triennio l’artigianato, ma soprattutto a modificare, per quanto di competenza, le norme regionali verso un riconoscimento delle nuove attività “artigiane” nei settori del digitale, della comunicazione, dei nuovi servizi alla persona ed alle imprese».




