Artigianato: dal 2012 sparite oltre 10 mila aziende, l’analisi di Confartigianato su Il Corriere.

Secondo i dati dell’Albo delle imprese artigiane della regione Lazio, dal 2012  il numero delle iscrizioni è sceso da oltre 101.300 a 90.000 attuali, una perdita di più di 10.000 unità. 

Anche l’artigianato romano mostra un saldo negativo di 450 imprese, comprendendo le cancellazione d’ufficio, ed un saldo positivo di 654 imprese escludendole nel periodo 2022/2023 .

Analizzando nel dettaglio i singoli settori vediamo: le costruzioni passare da 25.758 a 25.845, +87 unità,
i trasporti
da 6.865 a 6.816, con -49 unità, i servizi alla persona da 11.240 a 11.354 con un aumento di 114 unità, i servizi alle cose da 3.087 a 3.055, -32 unità, il settore manifatturiero da 8.378 a 8.011, -367 unità produttive, l’autoriparazione da 3.917 a 3.788 – 129 unità e il settore della ristorazione artigiana da 2.384 a 2.301, con -83 aziende.

 

Le parole del Presidente Rotondo

“Ci auguriamo che vengano inglobate le aree produttive così dette spontanee (dove c’è produzione ma non sono riconosciute come tali), in accordo con Roma Capitale all’interno del Consorzio industriale regionale, in modo che si possano fare investimenti infrastrutturali e rilanciare così la produzione anche di questi artigiani.
A livello comunale, la scelta, sostenuta dal Presidente della Commissione Commercio Alemanni di non prorogare il blocco delle attività alimentari nel Centro Storico, ci fan ben sperare, così come la volontà espressa dall’Assessora Lucarelli di avviare un confronto sulle problematiche del settore per il rilancio dell’artigianato capitolino”.