Alla ricerca del lavoro perduto, l’analisi di Confartigianato Roma su Il tempo

Nel 2023 le imprese italiane indicano una difficoltà di reperimento per il 45,1% delle entrate previste, in aumento di 4,6 punti percentuali rispetto al 40,5% del 2022.
La quota sale al 48,1% per le micro e piccole imprese (MPI) e balza al 55,2% per le imprese artigiane.

"Le imprese sono sempre più alla ricerca di  competenze necessarie ad affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le piccole imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza".

Infatti vediamo come nel Lazio su 154.130 entrate green nelle piccole e medie imprese, quasi la metà, ovvero il 46,9% non si trova. Sul fronte della transizione digitale, si registra una marcata carenza di competenze per l’analisi dei dati che, nel corso degli anni, sono diventati un asset strategico per le imprese e, più in generale, per i sistemi economici. Si assiste alla tumultuosa crescita dei flussi di dati generati da persone, processi e macchine.

Per rimediare a tale situazione, due piccole imprese su tre hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato: fra i più diffusi vediamo gli incrementi salariali, al 28,1% e la flessibilità negli orari di lavoro, al 29%. Così come per la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 17,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 10,3% dei casi, l’accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali, ecc.) nel 10,4% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all’impresa, nel 13,7% dei casi. Percentuali simili per Roma, tranne per gli incrementi salariali e la flessibilità degli orari, dove si arriva al 31%.

Le considerazioni del Presidente:

“Fondamentale per le imprese la collaborazione con gli istituti tecnici e professionali, gli ITS e l’intensificazione di percorsi di tirocinio. La difficoltà a trovare manodopera può determinare l’incapacità di far fronte a una crescita degli ordini fino ad una riduzione dell’attività. Con la crisi demografica, l’età degli occupati è salita considerevolmente e soprattutto nelle piccole imprese dell’artigianato permane la problematica del ricambio generazionale. É necessario irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione e con gli interventi contro la crisi demografica e la gestione dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 14,8% e che sale al 17,1% nelle MPI”.