Alla ricerca di artigiani e lavoratori manuali, Confartigianato Roma su La Repubblica.

Risulta sempre più difficile per le aziende reperire nuovo personale per mancata formazione e percorsi didattici adeguati per aiutare apprendisti artigiani a inserirsi nel mondo del lavoro. 
Considerando i dati relativi alle entrate previste delle imprese per livello di istruzione, il 46% della domanda si concentra maggiormente su entrate in possesso di un diploma di istituto tecnico e professionale. 
La Capitale, vede una domanda di personale superiore al 27% proveniente da istituti tecnici e del 26% con qualifica o diploma professionale.

Una domanda di lavoro che si conferma però ancora difficile da soddisfare, soprattutto per le professioni a vocazione artigiana.

Infatti, secondo lo studio condotto da Confartigianato Roma, nel Lazio e nella nostra Capitale per i settori: metallurgia, apparecchiature elettroniche, ottiche e medicali, costruzioni, riparazione di autoveicoli e motocicli la difficoltà di reperimento arriva ad una posizione su due. 
Le altre professioni a vocazione artigiana, dove si registra una quota di difficoltà di reperimento intorno al 50% sono: conduttori di mezzi pesanti, elettricisti, idraulici, operai addetti ai macchinari, infine analisti e progettisti di software.

La motivazione alla base è, secondo il Presidente Rotondo, da ricercare nella scarsa qualità dell’offerta formativa: “Se più del 30% delle entrate sono di difficile reperimento per mancanza di candidati, quasi l’11% lo è per preparazione inadeguata dei candidati.” 

Le parole del Presidente:

“É fondamentale puntare sull’innalzamento della qualità dell’offerta formativa di istruzione tecnica e professionale con una programmazione che si proietti verso figure professionali richieste dal mercato del lavoro da qui ad almeno 5 anni e la valorizzazione dell’insegnamento di competenze tecnico-pratiche, soprattutto attraverso le attività di laboratorio e la professionalizzazione dei docenti tecnici.”