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l’indagine di Confartigianato roma su la Discussione, Rotondo: “Nei negozi tradizionali il calo delle vendite per i prodotti non alimentari ha segnato un – 15,9%”

www.ladiscussione.com

“Scegliere i prodotti e servizi artigiani significa sostenere il benessere della comunità”, ricorda Rotondo, “dato che più della metà delle micro e piccole imprese del territorio sostengono o realizzano iniziative sportive, umanitarie, culturali e socio-assistenziali”. Lineare, diretta e accorata, l’analisi del presidente di Confartigianato Roma, ossia la Confederazione che è il polmone vitale delle piccole e medie imprese che nella Città Eterna ha un punto e ruolo strategico. L’analisi di Rotondo ha due orizzonti quello Nazionale e quello di Roma, due scenari che da sempre si toccano e si influenzano.

“In Italia, a dicembre, la spesa delle famiglie per l’offerta tipica del Natale, vale 24,5 miliardi di euro”, calcola Andrea Rotondo, “A Roma la spesa sarà di circa 1 miliardo e 900 milioni (7,7% di quella Nazionale)”.
“In Italia 285 mila imprese artigiane, che danno lavoro a 812 mila addetti, quasi un terzo (30,5%) dell’artigianato italiano, operano in settori in cui si realizzano prodotti artigianali e servizi di qualità che possono essere regalati in occasione del Natale”, ricorda il presidente di Confartigianato Roma, “Oltre la metà delle imprese considerate, pari a 156.722 unità, rientrano nella classificazione di artigianato artistico. Nel territorio di Roma Capitale”, sottolinea Rotondo, “parliamo di 11.670 imprese artigiane, di cui 2.689 di artigianato artistico, per un totale di oltre 25 mila addetti. In relazione con l’artigianato totale, l’artigianato nei settori di offerta di prodotti e servizi tipici del Natale rappresenta un quarto delle imprese artigiane e quasi un terzo degli addetti”.

Da questi numeri l’analisi del presidente di Confartigianato Roma, entra nel merito delle reali difficoltà delle imprese amplificate dalla pandemia.

“La nostra analisi prende come riferimento la spesa relativa a prodotti alimentari e le bevande, prodotti maggiormente scelti come regalo e maggiormente realizzati da imprese artigiane e tra i servizi considera quelli di cura della persona tradizionalmente presidiati dalle imprese artigiane”, spiega Rotondo, “In Italia, nei primi nove mesi del 2020 il volume delle vendite al dettaglio ha avuto un calo del 7,2%, dato mai registrato dallo scoppio della Grande crisi e da imputarsi interamente al -13,6% dei prodotti non alimentari mentre quelli alimentari crescono dell’1,4%. A Roma, nei negozi tradizionali il calo delle vendite per i prodotti non alimentari ha segnato un – 15,9% mentre le vendite alimentari sono aumentate del 3,5%. In questi 11 mesi le famiglie romane hanno contratto la spese non alimentari negli esercizi commerciali, nella Ristorazione e nelle botteghe artigiane per quasi 2 miliardi di Euro”. Numeri che discendono dai blocchi di movimenti e orari da coprifuoco, tuttavia, anche in questo contesto difficile, molte imprese sono riuscite a tener testa alla crisi reinventando il lavoro, i servizi e le offerte.

“A seguito delle limitazioni imposte a causa della pandemia, molte imprese artigiane e MPI si sono attivate su canali alternativi di vendita”, rivela Rotondo, “realizzando consegne a domicilio (19,9%) e accrescendo l’offerta tramite l’e-commerce (9,8%). Ma non perdere il periodo natalizio rimane fondamentale. Il natale modifica notevolmente le abitudini di spesa dei consumatori”. Nella retrospettiva emerge che Roma ha tenuto una leadership nelle vedute al dettaglio, un ruolo prioritario e significativo a dimostrazione che le imprese sono state in prima linea. E dovranno fare nuovi sacrifici anche ora.

“Considerando il triennio 2017-2019 a dicembre, nella capitale, si registra un valore delle vendite al dettaglio superiore del 25,1% rispetto alla media mensile annua”, fa presente l’esponente di Confartigianato, “La distribuzione delle famiglie e della spesa media mensile familiare sul territorio permette di stimare nel Lazio una spesa in regali di Natale pari 2.526 milioni (10,3% del totale nazionale)”. I numeri delle passate performance sono oggi il parametro più evidente e crudo delle difficoltà delle imprese.

“A dicembre”, evidenzia con forte preoccupazione Rotondo, “solo a Roma si raggiunge una spesa di 1.899 milioni di euro (7,7% del totale). Una leggera diminuzione di questi valori vuol dire mandare in fumo milioni di euro.

Nelle MPI e nelle imprese artigiane lavorano il 64,2% degli addetti italiani. La scelta dei loro prodotti e servizi impatta sull’intero sistema sociale. Ad esempio, i due terzi delle imprese tra 3 e 50 addetti sono orientate da tempo al green, riducendo la produzione di rifiuti, l’utilizzo dell’acqua nel processo produttivo e diminuendo i consumi di energia elettrica”.

L’attenzione di Confartigianato è rivolta anche ai nuovi consumatori più attenti a stili di vita sostenibili. In sintonia trovano l’impegno delle imprese che puntano sul cambiamento.

“Anche comprare a Km0 vuol dire più rispetto per l’ambiente: la metà delle piccole imprese con 10-49 addetti hanno come principale mercato di riferimento il comune in cui sono localizzate”, evidenzia Rotondo, “Le micro e piccole imprese generano utili tassati in Italia, oltre alle entrate previdenziali essenziali per garantire il nostro welfare. Infine le MPI manifatturiere, ogni 100 euro di fatturato ne destinano 71,9 euro per l’acquisto di beni e servizi, favorendo una vasta domanda nei settori dell’indotto: legno, metallo, vetro, cemento, gomma-plastica, meccanica, tessile, servizi di trasporto e logistica, servizi di pulizie e sanificazione e servizi digitali e amministrativi”.

Infine l’appello, con una indicazione sincera rivolta a quanti hanno a cuore non solo le piccole imprese e i sacrifici di tanti artigiani ma anche il Paese.

“Scegliere i prodotti e servizi artigiani”, conclude Andrea Rotondo, “significa sostenere il benessere della comunità, dato che più della metà delle micro e piccole imprese del territorio sostengono o realizzano iniziative sportive, umanitarie, culturali e socio-assistenziali”. La riprova di questo impegno, la fornisce ancora Andrea Rotondo, “Nonostante il crollo dei ricavi e la crisi di liquidità”, osserva il presidente di Confartigianato Rima, “durante l’emergenza sanitaria, quasi un terzo delle MPI hanno partecipato ad iniziative per sostenere le fasce di popolazione più deboli, donato dispositivi di protezione e organizzato raccolte fondi per ospedali e protezione civile”.