Intelligenza artificiale: lo studio di Confartigianato Roma su Il Messaggero e La Repubblica.

Dall’indagine svolta da Istat per il Censimento permanente delle imprese, si evidenzia che in Italia sono 124.959 le micro e piccole imprese (MPI) pioniere dell’IA.
In chiave settoriale, la quota di MPI imprese utilizzatrici di sistemi di IA è più elevata nel manifatturiero, 14,6%, nei servizi, 12,2%, e nelle costruzioni, 11,5%.
Le quote più elevate di utilizzatori di sistemi di IA nell’ambito del terziario si osservano per le assicurazioni, 51,2%, i servizi finanziari, 31,1%, e la produzione di software e consulenza informatica, 26,7%.

A livello nazionale, si prevede l’entrata di 727mila lavoratori con elevata richiesta di competenze digitali di base; di questi, quasi la metà (46,9%) è di difficile reperimento. 
A livello regionale vediamo 76.140 entrate, di cui il 41,4% di difficile reperimento, mentre a Roma le entrate sfiorano le 58.000, con il 39% di difficile reperimento.

Secondo lo studio condotto da Confartigianato Roma, prendendo in analisi la situazione della Capitale, vediamo che tra le professioni scientifiche e ad elevata specializzazione, considerando solo quelle che superano il 70% di difficile reperimento, ci sono ingegneri elettrotecnici, ingegneri dell’informazione, analisti e progettisti di software, ingegneri energetici e meccanici, progettisti e amministratori di sistemi, ingegneri industriali e gestionali. Rimanendo sempre sopra la soglia del 70% di difficile reperimento, tra le professioni tecniche troviamo elettrotecnici, tecnici della produzione di servizi, tecnici web, tecnici programmatori e tecnici dell’organizzazione e della gestione dei fattori produttivi. Tra gli operai specializzati la maggiore difficoltà di reperimento riguarda attrezzisti di macchine utensili, meccanici artigianali, riparatori e manutentori di automobili, posatori di tubazioni idrauliche e di gas. 

Il settore artigiano, a livello nazionale, assorbe il 9,3% della elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, equivalenti a 65mila lavoratori che nel 61% dei casi sono difficili da trovare.

Le considerazioni del Presidente

“Lo sviluppo dell’IA, e più in generale dell’automazione, porrà nuove sfide alla gestione dei bilanci pubblici, sia sul fronte della tassazione che su quello della spesa, in primis sulle politiche del lavoro e la gestione dei sussidi per la disoccupazione.
Si rende sempre più necessario il rafforzamento delle infrastrutture digitali e delle competenze specializzate. In chiave globale, i differenti tassi di investimento in R&S su tecnologie IA stanno già determinano squilibri che penalizzano le economie europee a vantaggio di Stati Uniti e Cina”.