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BIO 59: Cristiano Filippini, il parrucchieRE dei social

#1 Hairlab è una community di parrucchieri che nasce da un’idea di Cristiano Filippini, con la mission di rendere la bellezza “democratica”, attraverso la creazione e la formazione di una rete di professionisti che condividano le proprie esperienze per una crescita complessiva del valore e della qualità dei servizi offerti alle clienti.

Il target dei saloni è rappresentato da una tipologia di clientela femminile disposta a lasciarsi guidare in un percorso di bellezza che sia però replicabile a casa e sostenibile dal punto di vista economico. Il primo salone nasce nel 2012 in Circonvallazione Ostiense in un quartiere dove la clientela spazia dall’impiegata all’attrice di grido.

Il titolare e fondatore di  #1 Hairlab, Cristiano Filippini, inizia a lavorare nei saloni di famiglia. A 24 anni decide di andare per la propria strada perchè le sue idee di sviluppo non coincidevano con quello che allora era il brand familiare. Dopo numerose esperienze lavorative, prende la decisione di lanciare il proprio marchio e definisce il proprio stile, che fa della consulenza il tratto distintivo. L’ascolto e l’interpretazione dei desideri e dei bisogni della cliente deve essere infatti alla base del lavoro del parrucchiere.

Grazie allo studio ed alla specializzazione in questa specifica attività Cristiano acquista prestigio e notorietà, che gli fruttano collaborazioni con riviste come: “Elle” dove quotidianamente viene intervistato come opinionista dei look delle celebrities e su “Huffington Post” di cui è il blogger ufficiale. E’ inoltre educatore per Tigi, e da 3 anni è il responsabile dei progetti Salon Boost e Hairdressers Community .

 

Quali sono i servizi di Confartigianato che apprezza maggiormente?

Trovo che Confartigianato rivesta un ruolo fondamentale di supporto alle nostre attività, e lo sia stata in maniera ancora più importante in questo periodo particolare. Soltanto attraverso l’unità del nostro settore vedremo tutelare i diritti che reclamiamo. Tutta la parte dell’accesso al credito credo sia stata importantissima specialmente durante il lockdown, ma lo è ancora di più per chi, come me, ha deciso di aprire altri saloni, ed in questo ho sentito Confartigianato al mio fianco. Di estremo rilievo anche il supporto ricevuto per il progetto di una scuola dedicata alla formazione di nuovi acconciatori.

 

Quale impatto ha avuto la pandemia sulla sua attività imprenditoriale?

Il lockdown ha ovviamente colpito trasversalmente tutto il settore , purtroppo in maniera ancora più importante quei saloni un pochino meno organizzati. Il danno più grande è stato il mancato incasso a causa della chiusura, e le piccole spese affrontate per rendere più sicuro e affidabile possibile il salone; una certa informazione ci ha raccontato quanto fossero indispensabili alcuni dispositivi per poter aprire in sicurezza…Soldi che forse potevano essere investiti diversamente.

A livello operativo abbiamo inserito dei pannelli mobili di plexiglass che isolavano ogni cliente dall’ altra, la misurazione della temperatura corporea e l’igienizzazione obbligatoria all’ingresso. Abbiamo sempre lavorato sulla base di un’agenda di appuntamenti, quindi avevamo un’abitudine già consolidata. L’attesa è stata organizzata fuori dal salone ed abbiamo lavorato dal lunedi al sabato dalle 11 alle 21 e la domenica mezza giornata come previsto dai diversi DPCM.

 

Come avete affrontato/gestito la crisi?

Dal mese di Maggio in poi le cose sono andate molto bene. Dalla riapertura fino al mese di ottobre abbiamo avuto sempre un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; in concomitanza della seconda ondata, nel novembre scorso, abbiamo avuto una flessione di oltre il 10% e a dicembre un piccolo rallentamento del 2 % ma comunque in un periodo come questo leggo questo dato come una vittoria.

 

Qual è stato il “fattore di successo” che vi ha consentito di affrontare e superare le difficoltà?

I fattori di successo credo siano stati tre. L’ intensa attività di marketing sui social, che ci ha consentito di portare le clienti a conoscenza delle procedure di sicurezza e della possibilità di usufruire dei servizi in una fascia oraria cosi ampia; la grande dedizione e spirito di sacrificio dei miei collaboratori che si sono realmente comportati come se il salone fosse loro; l’utilizzo di un sistema gestionale, tramite il quale ci è stato possibile contattare via sms le nostre clienti portandole a conoscenza del fatto che se lo avessero desiderato, avremmo potuto portare al loro domicilio il colore che utilizzavano nel nostro salone…E’ stato un successo! Naturalmente, per poter operare in questo modo è necessario possedere un software con i recapiti telefonici delle clienti, avere le schede tecniche, e la manifestazione di assenso alla privacy.

 

Sappiamo che lei ha un vasto seguito di followers. Ci può dare qualche numero e raccontare il suo rapporto con i social? Quanto sono importanti, come ha maturato queste competenze?

Il mondo dei social per la mia attività è di primaria importanza, è la più grande vetrina che possiamo immaginare. Qualche anno fa era molto importante il posizionamento ” stradale”, oggi con una buona strategia social l’ubicazione del salone diventa quasi marginale. Complessivamente sulle mie 4 pagine principali tra Facebook ed Instagram ho un seguito di oltre 70.000 followers, che con buone azioni di marketing possono essere indirizzati nei saloni. Importantissimo è stato l’impatto delle influencer che frequentano il salone e che mi  hanno supportato moltissimo in questo. Per fare tutto ciò ho ovviamente frequentato dei corsi di web & social management. Corsi che ora a nostra volta eroghiamo ai parrucchieri che ci vogliono seguire nel percorso #1

 

Avete modificato in qualche modo la vostra attività imprenditoriale per affrontare con maggiore efficacia il perdurare del momento critico?

L’unica modifica apportata è stata quella di dare ancora più valore alle clienti che scelgono di essere con noi. Nonostante abbiamo sempre lavorato per appuntamento poteva verificarsi, raramente, un ritardo, ora questo non accade più. Per quanto riguarda l’utilizzo di asciugamani , kimoni e spazzole queste già prima del COVID venivano scartate di fronte alla cliente quindi pochi cambiamenti in realtà.

 

Quali lezioni avete appreso e come affronterete il ritorno alla normalità?

La pandemia mi ha fatto capire che abbiamo un grande bisogno di essere più uniti; il nostro è purtroppo un settore dove ci sono troppi individualismi e dove non c’è una idea del bene comune. Personalmente ritengo che dovremmo essere gli uni a fianco degli altri, ed è per questo che ho lanciato un percorso di crescita che cura tutte le necessità di un salone, dalle strategie di comunicazione all’utilizzo dei social , lo studio delle mode e delle tendenze, la pianificazione degli obiettivi e lo sviluppo delle risorse umane. Tutto questo viene illustrato in sala, durante le attività formative,  non soltanto da me ma da numerosi professionisti, gli stessi che sono stati fondamentali per la mia crescita personale e professionale.

 

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